Petrella Guidi


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Benny racconta


Così l' antico borgo abbandonato è diventato un' oasi esclusiva
Su quel picco che domina la valle fino al mare Tonino Guerra ha voluto ricordare Federico Fellini e Giulietta Masina nel Campo dei Nomi. Qui Wim Wenders ha immaginato il dialogo con gli angeli. E Michelangelo Antonioni ha festeggiato i suoi 80 anni. Ha ispirato i grandi del cinema, ma Petrella Guidi è stato da anni dimenticato da Dio e dal mondo. Un borgo abbandonato, a 40 chilometri da Rimini, lasciato in mano all' egoismo del tempo. E solo recentemente riscoperto da un piccolo manipolo di solitari che ha deciso di mettere le radici nella terra dove passò esiliato Dante.Da quel momento Petrella è diventato un paese abbandonato. Un rifugio dimenticato che ora tenta una nuova vita. A viverci stabilmente sono solo 16 persone, componenti di cinque famiglie diverse. Ma d' estate gli abitanti aumentano - possono arrivare anche a 50! - perché di questo pugno di case diroccate si sono innamorati artisti e imprenditori, medici e intellettuali, conquistati dalla pace e dalla posizione. Già, la posizione. Da Petrella Guidi si padroneggia la Valmarecchia, vedendo da una parte il mare e dall' altra le colline toscane. Uno scenario che ha colpito Antonio Saliola, noto pittore emiliano, che qui ha restaurato 4 case, utilizzandone due come studio e sala di ricevimento per ospiti. Uno studio l' ha costruito pure Ugo Riva, affermato scultore bergamasco, che anche d' estate non abbandona gli arnesi del mestiere. E anche Marco Bravura, mosaicista di Ravenna, si vede di tanto in tanto chino a comporre le tessere nel borgo al quale ha donato uno spezzone della Fontana della pace di Berlino da lui realizzata. Ma il lavoro di restauro più raffinato è stato compiuto da Paolo Trento, imprenditore della moda, titolare del marchio Mandarina Duck: ha acquistato proprio le case sul pendio, le ha ristrutturate e ricostruite trasformandole in alloggi per la propria famiglia e gli ospiti estivi. "Finora sono stati recuperati 11 stabili per un costo complessivo di 5 miliardi e mezzo",

informa Benny Faeti, fratello dello studioso di letteratura per l' infanzia Antonio, il primo bolognese che 12 anni fa chiude la casa in città e decide di ritirarsi a Petrella. "Ricordo l' immagine di questo borgo - racconta - da quando, ancora bambino, mio zio mi fece attraversare su un somaro un bosco di castagni. Scavalcando il crinale, si vedeva il Marecchia nel fondovalle e quel paese abbandonato con la sua torre malmessa. Fu un amore a prima vista, ma ho dovuto attendere l' età della pensione per realizzare il sogno di viverci". Faeti è stato il primo "oriundo" a scegliere Petrella Guidi come posto dove abitare tutto l' anno. Prima del suo arrivo, al paese si contavano 5 persone. Isolate in mezzo alla rocca, ormai in rovina, e alla Chiesa di S. Apollinare con un' immagine della Madonna ritenuta miracolosa. Per superare le diffidenze nei confronti dei nuovi arrivati, si è formato un Comitato per la salvaguardia di Petrella Guidi che si occupa di valorizzare il paese senza stravolgerlo.
E' stata aperta una sorta di piccola galleria d' arte che affianca creazioni di amici e ospiti (dai collages di Teresa Curtarello alle opere dello scultore Gianni Falzone, dalle scenografie di Gianna Solmi alle opere di Miriam Ferretti) ai disegni dei bambini invitati a visitare il borgo e a lasciare il loro ricordo visivo. Per far capire che il paese è risorto funzionerà pure un circolo, l' unico esercizio pubblico aperto dopo la chiusura del bar, con videobiblioteca funzionante, che ha il compito di ospitare e programmare serate di incontri e dibattiti.

. La prossima attività sarà un corso di cucina per la riproposizione e rilettura della gastronomia del territorio che fonde la tradizione culinaria tosco-romagnola e quella marchigiana. I borghi abbandonati, sono diventati una moda recente. E gli "stranieri" prima guardati con sospetto, diventano invece gradite presenze per recuperare l' identità del paese. Solo un poeta come Tonino Guerra, abile "annusatore" di profumi antichi, in tempi non sospetti andava alla ricerca di paesi scomparsi. E così ha fatto con Petrella Guidi, come ora fa con Gattara, Campo, Tramarecchia e Petregnano. In quel paese della memoria ha portato i suoi amici registi e sceneggiatori. E lì, nel '94, ha voluto posare le lastre di marmo dedicate a Fellini nel santuario "dove si onorano i nomi di chi ha regalato all' umanità arte e commozione". Scrive Tonino: "Qualcuno lo sapeva e diverse volte lo ha confidato anche a me: basterebbe una pietra rettangolare in un prato d' erba e magari una panca per chi vuole tenerci compagnia. La valle, Federico, desidera stare vicina al tuo nome". Dopo Fellini, la valle sta pensando di ricordare anche Marcello Mastroianni che, nelle visite a Pennabilli all' amico sceneggiatore, si era fermato pure ad ammirare Petrella. Accanto a quelle pietre, siede ora il paese. Non più abbandonato, non più dimenticato. Anzi, adesso perfino "contaminato" dal turismo. Da poco infatti sono stati aperti due edifici adibiti a bed and breakfast, capaci di ospitare 6 posti letto. L' hanno chiamato il "Borgo del Sole e della Luna" e lo si trova segnalato solo via Internet. L' hanno già scoperto tre giovani americani che si sono fermati alcuni giorni a Petrella Guidi, prima di raggiungere Urbino. - ANNA TONELL

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